FAQ Reflusso gastroesofageo

 

  • Che cosa è la Malattia da Reflusso Gastroesofageo (MRGE)?
  • La MRGE è una malattia dovuta al reflusso del contenuto gastrico in esofago.
    Il reflusso può essere acido o alcalino (causato da reflusso biliare).
    Questa condizione può causare infiammazione della mucosa esofagea: l'esofagite.
  • Che cos'è l'esofagite?
  • Si parla di esofagite quando il reflusso provoca infiammazione dell'esofago.
    Le lesioni possono essere una semplice iperemia (rossore della mucosa) o piccole erosioni ed ulcere.
    Solo il 40% dei pazienti con MRGE presenta un'esofagite all'endoscopia.
    Nel restante 60% dei pazienti con sintomi da MRGE l'endoscopia non mostra nessuna lesione.
  • Perché solo alcuni pazienti con MRGE hanno esofagite ed altri no?
  • L'esofagite si ha in genere quando il reflusso in esofago è più intenso.
    La presenza di esofagite è indice di una malattia più severa.
    Nella maggioranza delle persone con MRGE il reflusso è in grado di provocare sintomi ma non lesioni.
  • Perché si ha reflusso in esofago?
  • In condizioni normali tra esofago e stomaco esiste una valvola, il cardias, che impedisce il passaggio di materiale dallo stomaco in esofago.
    Quando questa valvola funziona male si ha il reflusso.
    Anche condizioni che ostacolano lo svuotamento dello stomaco, causando ristagno del suo contenuto, possono causare reflusso.
  • Perché la valvola posta tra stomaco ed esofago, il cardias, può non funzionare bene?
  • Le cause possono essere molteplici ed agire sinergicamente.
    La presenza di ernia iatale, una particolare lassità dei tessuti pericardiali, l'obesità, gravidanze ripetute, attività che richiedono sforzi intensi come il sollevare pesi, alcuni farmaci possono interagire sul funzionamento del cardias.
  • Qual è il ruolo dell'ernia iatale nel causare reflusso?
  • L'ernia iatale può essere una delle cause di malfunzionamento del cardias.
    Sebbene la maggior parte dei pazienti con MRGE ha una ernia itale, non tutte le persone con ernia iatale hanno reflusso.
  • Quali sono i sintomi della MRGE?
  • I sintomo più frequente è il bruciore retrosternale (pirosi) che può spesso irradiarsi sino alla gola, eruttazioni ripetute e rigurgito di cibo o acido in bocca.
    Tali sintomi in genere insorgono dopo un pasto, soprattutto se abbondante, e possono essere favoriti dalla posizione supina o da sforzi intensi.
  • Esistono altri sintomi di MRGE?
  • Esistono altri sintomi meno tipici che dunque possono essere più difficilmente riconosciuti.
    Questi sintomi possono riguardare l'esofago (dolore toracico, difficoltà alla deglutizione, senso di corpo estraneo in gola), o anche altri organi vicini all'esofago.
  • Quali sono i sintomi atipici di MRGE a carico di altri organi?
  • Ve ne sono numerosi e possono riguardare l'apparato respiratorio (tosse cronica, asma, raucedine, laringite cronica), i denti (perdita dello smalto), l'orecchio (otalgia).
  • Come si fa diagnosi di MRGE?
  • La presenza di sintomi tipici (pirosi e rigurgito) consente una facile diagnosi, tali sintomi sono molto specifici e nel 100% dei casi sono causati dal reflusso gastroesofageo.
    In assenza di sintomi tipici la diagnosi può essere più difficile e richiedere l'uso di esami strumentali.
  • Quali sono le indagini utili a fare diagnosi di MRGE?
  • L'esame più preciso è sicuramente la pH-metria che misura la quantità di acido che in 24 ore refluisce dallo stomaco in esofago.
    La manometria esofagea permette di valutare la funzionalità del cardias ed il movimento dell'esofago.
    Con la gastroscopia è possibile riconoscere la presenza dell'esofagite ed eventualmente di un'ernia iatale.
  • Quali sono le complicanze della MRGE?
  • Le complicanze più importanti sono il restringimento dell'esofago (stenosi) legato alla cicatrice conseguente alla guarigione dell'esofagite ed il cosiddetto Esofago di Barrett.
  • Qual è la terapia medica della MRGE?
  • Diversi farmaci possono essere usati nella MRGE e agiscono sui diversi fattori che determinano la malattia.
    Farmaci che riducono la secrezione acida dello stomaco riducendo di conseguenza i danni da questa causato sull'esofago (inibitori di pompa protonica -PPI- e antagonisti dei recettori H2).
    I procinetici (metoclopramide, domperidone, levosulpiride) aumentano il tono della valvola cardiale e migliorano lo svuotamento gastrico.
    Gli antiacidi (bicarbonato, idrossido di magnesio e alluminio, sucralfato) riducono l'acidità dello stomaco e proteggono la mucosa dell'esofago.
    Allo stato attuale gli inibitori di pompa protonica (PPI) sono i farmaci più usati in quanto più efficaci.
  • Quanti pazienti possono guarire con la terapia medica?
  • Oltre il 100% dei pazienti guarisce con i PPI divenendo asintomatico e ottenendo la scomparsa dell'esofagite.
  • Per quanto tempo dev'essere fatta la terapia?
  • Poiché la terapia non agisce sulla causa della malattia (incontinenza cardiale) questa deve essere fatta per periodi molto lunghi, ciclicamente, a volte per tutta la vita.
    Nelle forme lievi la terapia può essere fatta "on demand", ossia solo quando i sintomi compaiono.
    Nelle forme più severe la terapia deve essere praticamente continua al più basso dosaggio di farmaco che sia in grado di controllarla.
  • Qual' è il ruolo dell'alimentazione nel trattamento della MRGE?
  • Alcuni alimenti possono favorire l'insorgenza della malattia agendo sul tono del cardias.
    Cibi molto grassi (fritture, formaggi, creme e dolciumi), cibi speziati, alcol dovrebbero essere evitati o comunque consumati con moderazione, soprattutto la sera prima di andare a letto.
  • Esistono altre norme di vita da seguire?
  • E' bene evitare di fare pasti troppo abbondanti, distendersi subito dopo il pasto, sollevare pesi, portare abiti stretti invita.
    Si consiglia inoltre di dormire con il busto sollevato rispetto al corpo, cercare di evacuare con feci morbide, ecc.
  • Qual è il ruolo della chirurgia?
  • L'intervento chirurgico ha lo scopo di ricreare la continenza cardiale.
    Tale intervento può essere fatto anche in laparoscopia.
    La chirurgia, se ben eseguita, è efficace in circa il 100% dei casi nel determinare la guarigione dalla malattia.
    Si pratica quando la terapia medica non è più in grado di contenere in maniera soddisfacente i sintomi o quando la malattia rischia di complicarsi.
  • Che cos'è l'esofago di Barrett?
  • L'esofago di Barrett è la trasformazione (metaplasia) della mucosa dell'esofago, sottoposta all'azione del reflusso, in mucosa simile a intestinale.
  • Chi può sviluppare l'esofago di Barrett?
  • In genere l'esofago di Barrett si sviluppa in pazienti che abbiano una malattia da reflusso gastroesofageo, soprattutto se grave.
    Circa 1 su 10 pazienti con MRGE (Malattia da Reflusso Gastro Esofageo) può avere questo problema.
  • Come si diagnostica l'esofago di Barrett?
  • L'esofago di Barrett non si associa a sintomi caratteristici.
    L'unico modo per diagnosticarlo è l'endoscopia con biopsie (si effettuano prendendo alcuni pezzettini di mucosa dell'esofago e si fanno analizzare dall'istologo) (esame istologico).